Isolamento acustico

in Strutture ricettive
Pannelli fonoassorbenti

Alla larga dal rumore: il fonoassorbimento nelle camere d'albergo e nelle sale conferenze, per ottenere un buon isolamento acustico.

Uno dei tre parametri nello studio degli alberghi di nuova generazione è l'isolamento acustico, un investimento che sovente si rivela meno oneroso di quanto preventivato e può cambiare radicalmente l'esperienza della propria clientela.

Chi viaggia molto lo sa: la camera ideale è quella più lontana dalla strada all'esterno e dai punti di passaggio interni, come i corridoi (meglio una stanza in fondo, dunque) e lo spazio antistante gli ascensori. L'acustica è una materia purtroppo quasi ignorata negli hotel più vecchi - dove c'è poco da fare a parte rassegnarsi ai rumori, a meno che le pareti non siano molto spesse - ma per la quale si può fare molto disegnando stanze e ambienti di nuova concezione.

In una cultura dove ormai il silenzio è cosa rara, garantire quiete a tutti i propri ospiti infatti è uno dei primi obiettivi dell'albergatore in una struttura ricettiva. Per prima cosa è necessario evitare errori grossolani come le televisioni a muro, condizionatori rumorosi in prossimità delle pareti divisorie, bagni di una stanza troppi vicini al letto di un'altra. Poi si deve optare per i doppi vetri alle finestre (in special modo se le camere sono affacciate su una strada o il quartiere è particolarmente rumoroso) e scegliere con intelligenza come disporre le porte. Ma per chi vuole essere sicuro che i propri ospiti dormiranno sonni tranquilli e non dovranno sopportare per tutta la notte la televisione accesa del vicino nottambulo, la soluzione è il fonoassorbimento.

Il diritto alla quiete

La protezione dai rumori non è un lusso, ma un diritto: l'isolamento acustico infatti è oggi una direttiva internazionale a cui l'Italia si sta adeguando poco a poco. L'insonorizzazione - insieme alla coibentazione e al risparmio energetico - è uno dei tre parametri più seguiti nella progettazione dei nuovi alberghi. La buona notizia è che il più delle volte la strada da seguire è sempre la stessa: l'isolamento acustico in molti casi è anche termico e garantisce una struttura fresca d'estate e calda d'inverno. Per isolare tra loro i piani di un hotel, si possono inserire dei materassini ricavati da materiali elastici coibentanti, creando così il noto effetto del "pavimento galleggiante", dove la struttura visibile - il pavimento vero e proprio - si appoggia su un'altra base più morbida e isolante.

Una parete? No, due

Gli esperti dicono che l'isolamento perfetto è dato dalla cosiddetta "stanza dentro la stanza", ma naturalmente si tratta di una soluzione quasi del tutto impraticabile. Doppie pareti ventilate e controsoffitti (dove far passare gli impianti elettrici o idrici, riducendo così al minimo tubi e fili all'interno delle pareti interne) sono degli ottimi modi per isolare quelle stanze che per via dei materiali leggeri impiegati nella loro costruzione non hanno garantito l'isolamento acustico. Realizzare una controparete è facile e poco costoso: si può costruirla con mattoni forati in laterizio o pannelli di cartongesso a ricoprire una struttura metallica o in legno. L'intercapedine d'aria va poi riempita con materiali fonoassorbenti come la lana di vetro.

I pannelli fonoassorbenti

Ancor meglio della lana di vetro, per la verità un po' sorpassata, ci sono nuovissimi pannelli fonoassorbenti di nuova concezione, realizzati con materiali ignifughi ed idrorepellenti come il poliuretano espanso (le caratteristiche "spugne" di gommapiuma, a celle aperte o chiuse), la fibra poliestere, la lana minerale, i fonosmorzanti viscoelastici bituminosi e altri più specifici (Poliestic, Ecoten eccetera). Inoltre va ricordato anche che la moquette ha un alto valore fonoassorbente, quindi potrebbe essere sufficiente, per l'isolamento da piano a piano, semplicemente rivestire i pavimenti con materiali allo stesso tempo eleganti e in grado di garantire quiete e tranquillità per gli ospiti.

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