Illuminazione ristorante

in Ristorazione
Lampadario ristorante

L'illuminazione classica nei ristoranti, dal lume di candela al lampadario.

La luce è l'ideale per sottolineare l'eleganza di una sala ristorante tradizionale e favorire l'intimità. Ma da oggi fino al 2016 cambia tutto e la vecchia lampadina a incandescenza, con la sua tonalità naturalmente calda, va in pensione.

"Una cena a lume di candela": espressione diventata ormai proverbiale che sottolinea bene come a un'esperienza gustativa da ricordare si leghi perfettamente un'atmosfera soffusa ed elegante, esemplificata proprio dalla luce. L'illuminazione di tipo classico in un ristorante è l'irrinunciabile e discreta compagna per un pranzo e una cena rilassanti; mai aggressiva, capace di sottolineare e definire, trasmette calore ai clienti, ha un costo minimo e come un abito di pregio permette la ridefinizione di un ambiente senza interventi invasivi.

La prima regola da imparare è che ogni zona del ristorante ha la sua funzione e la sua corretta illuminazione. La luce classica è, parlando per linee generali, morbida e discreta, ma aumenta d'intensità dove serve, ossia nelle zone di passaggio e di servizio, per tornare soffusa in prossimità dei tavoli, a cui comunque bisogna garantire una luce sufficiente per vedere bene le pietanze ed esaltarne la preparazione. I colori, al contrario delle tinte solitamente più fredde del ristorante moderno e di design, sono il bianco caldo e il giallo, con tonalità tendenti addirittura al rosso fuoco laddove si intenda creare un effetto di forte intimità. Almeno fino ad oggi...

Un grande protagonista: il lampadario

L'arte di vestire un ambiente con la luce è estremamente emotiva poiché coinvolge un senso nel cliente che è ancora antecedente a quello puramente estetico o gustativo: un modo di sentire inconscio, lo stesso che sa apprezzare la cromoterapia e dà valore al modo in cui la luce viene impiegata. La variabile architettonica, cioè la specifica modalità di sviluppo della planimetria del ristorante, è la prima da considerare quando scegliere il tipo di illuminazione a cui fare ricorso. In presenza di grandi sale l'illuminazione classica prevede soprattutto l'intramontabile lampadario, dal cristallo al vetro di murano, passando per ferro battuto e bronzo per la struttura: una scelta importante, di sicuro impatto e, nei tradizionali modelli "a goccia", capace di estendere la portata luminosa grazie alla rifrazione.

La serata intima

L'illuminazione per interni cambia in presenza di sale più piccole e raccolte, dove un ingombrante lampadario, ideale invece per i locali di rappresentanza, abbaglierebbe la clientela risultando inoltre fuori posto per le sue dimensione. Spazio quindi alle appliques, le lampade a parete classiche, con il cappello o il vetro serigrafato, ricordando che una luce verso l'alto spesso ha un effetto leggermente più moderno rispetto alla tradizionale lampada a braccio, e alle piccole abat-jour da tavolo. Il top naturalmente rimane la candela, ma non va mai usata da sola perché illumina troppo poco, meglio accompagnarla a una debole luce diffusa; inoltre è piuttosto scomoda per i residui di cera fusa, specie se si possiedono mobili antichi.

Un nuovo standard

Parlando di illuminazione non si può fare a meno di citare l'ormai famosa direttiva europea che prevede, per il 2016, l'addio definitivo alle lampadine ad incandescenza e ad alogene ad alto consumo in favore di quelle fluorescenti a risparmio energetico e alogene ad alta efficienza. Questo significa un costo maggiore (dieci volte di più), una durata di gran lunga superiore e consumi molto più bassi. Teniamo presente che le fluorescenti sono meno luminose, sviluppano un calore inferiore (il che, in determinati casi, può essere un bene e permettere una maggiore vicinanza ai tavoli) e soprattutto hanno una tonalità più fredda delle incandescenti; in un'illuminazione classica, meglio quindi fare riferimento alle alogene ad alta efficienza per i risultati più convincenti.

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