Uscire dalla crisi con il contract

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Uscire dalla crisi con il contract

Sgravi fiscali in patria e missioni all'estero, ecco la ricetta.

L'arredamento dedicato ad alberghi, ristoranti, sale da congressi, navi, teatri e così via potrebbe essere la cura giusta per un settore in sofferenza come quello dell'arredo made in Italy, sempre ambito a livello internazionale.

Il contract per uscire dalla crisi. E' questa la ricetta proposta fra gli altri dal Sole 24 Ore agli operatori del settore dell'arredo in un momento in cui il calo degli ordinativi, i problemi di molte imprese, la mancanza di una vera e propria ripresa nel secondario minacciano di stringere in una presa mortale una delle eccellenze italiane più celebri e rinomate nel mondo.

Soprattutto il legnoarredo italiano, con la sua natura di sistema dalle alte capacità produttive ma ridotte dimensioni per quanto riguarda le aziende, rischia di segnare il passo, ma la soluzione potrebbe proprio essere rivolgersi a una branca che nel 2010 stava mostrando una crescita impressionante. Infatti il valore di produzione di quell'anno, appena prima che la crisi si abbattesse con tutta la sua violenza contro l'Italia, aveva raggiunto il miliardo e mezzo di euro, e prometteva di aumentare ancora. Un trend che può e deve ripartire, e che potrebbe ridare fiato a tanti distretti che ora stanno facendo troppa fatica.

Un legame virtuoso

Il più autorevole quotidiano economico del Paese del resto fa bene a non avere dubbi, perché l'ascesa indiscutibile del contract è legata a doppio filo con la crescita delle nazioni emergenti. In altre parole, il contract – che si parli di forniture per alberghi o ristoranti, per sale congressi o musei, per teatri o navi e così via – viene incontro alle esigenze di chi sta attraversando un momento di espansione e via via rinnova le proprie strutture amministrative, culturali, ricettive e pensa a sostituirle con nuovi edifici, tutti da arredare seguendo i migliori esempi del design internazionale.

Sgravi per ripartire

Ma come fare a spingere in questa direzione?

Fra le proposte di FederlegnoArredo c'è quella che il Governo preveda degli sgravi fiscali per la ristrutturazione di alberghi ormai vecchi. Il mondo dell'hotellerie, infatti, rappresenta in Italia la metà di tutto il settore contract, e visto l'appeal turistico che il Belpaese continua a mantenere – malgrado molte strutture siano spesso troppo vecchie e non all'altezza con quelle analoghe europee – una mossa in questa direzione consentirebbe alle imprese di tirare il fiato e ripartire, al tempo stesso investendo sull'attrattiva nel mondo dell'azienda Italia.

Guardando all'estero

E' comunque lo scenario internazionale quello più appetibile. Lo testimoniano le tante missioni estere di architetti, designer e responsabili di associazioni industriali per "tastare il terreno" in zone dove il contract italiano non è ancora penetrato se non con la propria fama. Gli Stati Uniti sono tuttora un serbatoio fondamentale, ma aumentano di importanza giorno dopo giorno il Medio Oriente e stati sudamericani come il Brasile. Infine va registrato il fenomeno dei progetti residenziali "chiavi in mano" che prevedono già la fornitura di mobili, molto comune nei paesi anglosassoni ma replicabile anche qui.

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