Vetrina negozio di abbigliamento

in Abbigliamento e calzature
Vetrina abbigliamento

Vetrina negozio di abbigliamento, con l’esposizione l'occhio ha la sua parte, soprattutto quando si parla di vestiti.

La vetrina è il biglietto da visita ideale per incuriosire il passante e spingerlo a dare un'occhiata all'interno. Le tecniche per realizzare un'esposizione raffinata e allo stesso tempo convincente sono tante e coniugano professionalità con senso estetico.

Con “visual merchandising” oggi si indica tutta quella serie di tecniche che, in armonia con la strategia commerciale che si è ideata per l’esercizio, servono a collocare il prodotto nella sua cornice ideale invogliando il cliente all’acquisto. Inutile dire che in un negozio di abbigliamento - dove l’estetica è la ragion d’essere della stessa merce in vendita - questo aspetto ricopre un ruolo cruciale e richiede l’apporto di professionisti del settore; affidarsi al fai-da-te rischia di creare un biglietto da visita del proprio negozio disordinato e poco attraente.

Il visual merchandising si attua seguendo i vari momenti di impatto della clientela con il punto vendita, dal primo (la vetrina, che deve essere allestita in modo da catturare l’attenzione e solleticare il potenziale acquirente a fare un giro esplorativo all’interno) a quelli successivi (la disposizione dei prodotti nel negozio, i camerini di prova, il banco cassa e così via). Ma sarebbe un errore credere che la presentazione della merce sia solo una questione di semplice impatto visivo: tutti gli altri sensi devono infatti essere considerati adeguatamente al fine di avere una presentazione efficace e gradevole.

La vetrina di abbigliamento

Per prima cosa è bene ricordare che l'aspetto estetico del negozio cambia radicalmente a seconda che sia un esercizio indipendente o in franchising; nel secondo caso verrà fornito al titolare il "kit" di arredamento e presentazione in accordo con le caratteristiche del brand.

L'allestimento di una vetrina in un negozio singolo si basa molto sulla stagionalità. La vetrina deve essere sempre perfettamente accordata con il clima del momento, ma sapendolo anticipare piuttosto che seguire: l'acquisto si fa quasi sempre qualche momento prima dell'effettivo uso del capo, ma esagerare vorrebbe dire avere una vetrina con vestiti troppo fuori stagione e pertanto ignorati. L'ampiezza dell'intervallo è quindi fondata sulla discrezione e sul "fiuto" dell'esercente.

Sottolineare la stagione

Il colore è indubbiamente il mezzo più diffuso per rimarcare il passaggio dalla moda estiva a quella autunnale e così via; qui la scelta è obbligata e vuole che si seguano i dettami del look del momento. Gran parte dell'effetto cromatico è quindi affidato ai capi, ma questo non sempre è sufficiente. È necessario cogliere il "carattere" della stagione e saper cambiare in questo senso lo stile della propria vetrina, più esuberante per l'estate, più confortevole e accogliente per l'inverno, più seria e sobria per l'autunno. Per la moda bimbo di solito si tende a calcare ancora di più l'effetto aggiungendo accessori per un'atmosfera simpatica e stimolante, dal "necessaire" da spiaggia a zaini e cartelle per l'inizio della scuola.

Il manichino

Anche la scelta del manichino non è così banale come potrebbe sembrare a prima vista. La prima suddivisione che salta all'occhio è quella tra i manichini antropomorfi, somiglianti in tutto e per tutto al corpo umano, e quelli stilizzati, solo col torso o le gambe o anche interi. Qui la preferenza sarà orientata dal look del negozio (lo stilizzato è la scelta favorita dai minimal) e dalla rilevanza che assume il capo indossato in vetrina: può solo suggerire come "cadrà" il vestito sul fisico dei clienti oppure dare un'idea precisa di come valorizzarlo. In ogni caso è difficilissimo saper creare una "scena" tra manichini contestualizzandoli con la giusta sobrietà, ed è meglio evitare in questi casi il fai da te.

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